Lettera del presidente

Carissimi Soci,
è con un po’ di emozione che vi scrivo la mia prima lettera da Presidente.
Sono orgogliosa di far parte di un club a cui appartengono personaggi molto importanti in campo distrettuale.
Mi congratulo innanzitutto con Chicca per essere stata eletta Rappresentante Distrettuale per l’anno 2010-2011 e per essersi conquistata la Paul Harris, massimo riconoscimento in campo rotaractiano.
Complimenti anche a Sara per la spilletta d’oro, ottenuta per aver svolto i compiti di DZ in modo esemplare, e per essere stata nominata Presidente della commissione Azione Sociale. Con il suo entusiasmo saprà rendere unico il service rotaractiano del distretto 2040!
Sono felice di far parte di un club operativo che, quando crede in un evento, lo rende speciale.
La festa d’Estate è stato solo un esempio: tutti, ma proprio tutti, i Soci erano presenti e hanno collaborato. Credo che proprio in questo la nostra squadra sia unica.
Un grazie particolare alla famiglia Castiglioni, che ha messo a disposizione la sua casa da sogno, a Manuela ed Enzo, che hanno condiviso con noi le loro abilità culinarie, e a tutti i rotariani che si sono messi al servizio del Rotaract.
Con il contributo di tanti la nostra, ormai storica, festa si è conclusa con un bilancio più che positivo.
Dopo un anno di lavoro –non solo Rotaractiano- , dopo l’”anno di Andrea”, che ha portato il club alla conquista del terzo posto nel distretto, auguro a tutti di trascorrere delle vacanze fantastiche e vi do appuntamento a settembre per la settimana del campionato mondiale di calcio degli Homeless!

Con affetto, Laura

Lettera del presidente

Carissimi Soci,

Non mi sembra vero che sia già passato un anno da quando, un po’ titubante, accettavo la carica di presidente del club più bello del mondo, incominciavo a conoscere meglio i miei compagni di avventura, a stendere programmi e venivo trascinata in una miriade di feste, riunioni, telefonate, mail e opere di volontariato.
E’ stato un anno meraviglioso ma decisamente frenetico, conciliare tutti gli impegni non sempre è stato facile. A volte non sono riuscita a fare ciò che avrei voluto ma vi ho sempre coinvolto e tutti hanno sempre partecipato con entusiasmo e passione rotaractiana. In particolare non finirò mai di ringraziare il consiglio direttivo per le parole di conforto, per i consigli sussurrati, per i compiti svolti con precisione e puntualità. Siete stati veramente tutti fantastici!

Sono tanti anni che appartengo al Rotaract e ho sempre partecipato con slancio alle attività di club, ma non mi sono mai lasciata coinvolgere dal distretto. Solo questo anno, nel vortice di feste, riunioni e service di zona e del distretto, ho capito che il mio club era proprio quello che mi rappresentava maggiormente e che il servire è condiviso dai vari presidenti in modo diverso. Ci sono state varie occasioni in cui i più anziani di noi si sono chiesti se il nostro modo di fare Rotaract fosse quello giusto, quello più coerente con le direttive. Non credo ci sia un solo modo di agire, sicuramente il nostro non è quello più condiviso, ma, per me, è il migliore!
Io, che mi sono sempre lamentata nei brevi periodi in cui non avevamo un nostro service, che ho investito i primi mesi del mio mandato a cercare qualcosa che ci rendesse un po’ utili a qualcuno meno fortunato di noi, che ho speso ore di consiglio per decidere cosa sarebbe piaciuto a tutti i soci (cosa molto difficile, perché siamo tutti diversi e c’è chi ha paura dei cani, chi degli ospedali, chi della malattia e tutti hanno poco tempo a disposizione..), durante il mio anno mi sono trovata a dover leggere mail con scritto “manderò due vittime sacrificali al service” … Credo che chi sceglie di essere rotaractiano deve avere un po’ di voglia di servire e cogliere prontamente le opportunità che gli vengono date. Il Rotaract è una grande famiglia formata da tante piccole squadre, ognuno deve completare il gruppo che gli assomiglia maggiormente e aiutarlo a diventare una squadra vincente.. Solo così si possono raggiungere piccoli obiettivi divertendosi. E tanti piccoli obiettivi formano qualcosa di grande!

Spesso i nostri padrini rotariani ci hanno aiutati con consigli e sostegno. Ringrazio in particolare il Presidente del Rotary Appiano Gentile, Gianluca Giussani, con il quale abbiamo condiviso il fine del nostro mandato, alcune conviviali e, con modalità diverse, il service di club presso Sim-patia.

Ringrazio il mio club per non essersi mai tirato indietro e per aver partecipato con grandissima grinta ed entusiasmo, rendendo il nostro Rotaract un’esperienza magica.

Gli ultimi mesi ci hanno visti impegnati nell’organizzazione del Camp dell’Amicizia, una settimana di vacanza per 9 amici meno fortunati di noi. Sono fiera che i miei soci abbiano tutti partecipato e per me è stata la settimana di rotaract più bella dell’anno. E’ stata indimenticabile l’accoglienza che ci hanno riservato i ragazzi e le fatiche per raggiungere Villa Maggio in orario per la cena venivano dimenticate al primo sorriso dei nostri nuovi amici! Sabato è stata la giornata organizzata dal nostro club ed è stata semplice, ma molto apprezzata. Grazie alla rotariana dott.ssa Anna Zottola per averci permesso di passare un’intera mattina tra i fiori di Villa Raimondi.

La nostra post-conviviale di giugno è stata la visita alla mostra di Rubens a Villa Olmo in interclub con il Rotaract Como. Grazie all’assessore Sergio Gaddi, curatore della mostra, abbiamo avuto la possibilità di godere della mostra con una spiegazione eccezionale.

E dopo un anno di lavoro, durante l’ultima distrettuale non sono mancati i riconoscimenti. Il nostro progetto per il concorso distrettuale “L’emozione che ci unisce” ha vinto il primo premio, che corrisponde a 600€ per i nostri service, e il premio Rotaract per l’Abruzzo. Per questi premi un ringraziamento particolare a Roberta per la creatività, a Sara e Chicca per l’idea e per essersi messe in gioco in prima linea in Abruzzo e ad Andrea per aver contribuito con una donazione all’Abruzzo anche nel suo anno.

Ora non resta che lasciare il testimone a Roberta. Grazie Roby per aver accettato la carica di presidente: ti consegno il club più bello del mondo, sarà un anno faticoso, ma sicuramente ricco di soddisfazioni.

Un grandissimo in bocca al lupo alla nostra super, quasi RD, Chicca, nostro orgoglio di club e alla sua squadra. L’anno prossimo renderete il distretto un po’ più vicino a noi e sono sicura che lascerete un segno profondo, visibile e coloratissimo. Siamo tutti con voi!

Il vostro presidente ancora per poco,
Laura

PASSAGGIO DELLE CONSEGNE (24 Giugno 2009)

Mi piacerebbe dedicare qualche riga di questo Bollettino per riproporre ricordi ed emozioni di una serata solenne ed importante; giovedì 24 giugno 2009 sono infatti stata partecipante attivo di un evento per me incredibilmente significativo. Se penso che fino a due anni fa non avevo neanche idea di cosa fosse il Rotaract, mi sembra inverosimile questa grande evoluzione. Non casualmente faccio una tale affermazione, poiché se dovessi parlare ora di Rotaract direi senza esitare “possibilità di crescita”, non trovo infatti altra modalità atta a definire un percorso conoscitivo che abbia alla base la ricerca dell’unione in una compagnia che condivide comuni ideali di vita. E’ dunque sensazionale aver avuto la fortuna di affiancare ad un personale percorso universitario, la possibilità di una formazione umana come quella rotaractiana. La serata di cui parlavo in incipit è stata solenne proprio perché iniziazione celebrativa di una crescita interiore, attraverso un gesto semplice eppur denso di significato, quale è l’apposizione della spilla, simbolo dell’effettiva appartenenza ad un gruppo.
Solo questo è stato motivo di grande gioia nel corso dell’intera serata. L’incredibile umanità delle persone che mi hanno affiancato in questo evento , le stesse che mi hanno presentato l’esperienza rotaractiana durante l’anno di aspirantato, è un simbolo di grande passione alla vita. Una forza che mi ha affascinato fino nell’essenza del mio umano e mi ha convinto infine a vivere questa esperienza. Un’esperienza che non lascia nulla nel vago, ma è saldamente legata ad un’attenzione al dettaglio al fine di aderire completamente all’esigenza di dono di sé per costruire un meglio. Ciò è risultato visibile in ogni esperienza di Rotaract fatta l’anno scorso, ogni incontro era motivo di confronto costruttivo fatto per l’altro sulla base di una grande consapevolezza di sé. Dalla cena, dalla serata in compagnia, fino agli incontri di dibattito culturale, alle iniziative di volontariato, ogni singolo gesto ha riportato e riporta testimonianza di una organizzazione attenta e leale ad un ideale di vita grande. La cerimonia di spillatura è stata quindi la possibilità di poter aderire completamente a questo ideale. Un evento così importante ha generato in me agitazione ed al contempo felicità, ero senza parole eppure partecipe di tante gioie in un’unica serata. Non posso certo ridurre quello che ho provato in un’unica frase, ci vorrebbero tante parole dense di significati vissuti, ma penso che parlare di felicità sia affermare già una buona fetta di questi. Una felicità, ammetto, non sconosciuta di paura e agitazione, in senso positivo naturalmente, perché vivere un’esperienza matura significa inevitabilmente anche fare fatica. Se cioè la difficoltà di una azione è direttamente proporzionale alla grandezza dello scopo, in questo caso la mia razionalità faceva i conti con la paura del sacrificio. Umanità però significa anche questo, il buono è infatti insito a mio parere in ciò che richiede il nostro impegno maggiore, con ciò ritengo che sia più soddisfacente vivere sacrificando il proprio tempo e le proprie energie per una esperienza che sia positiva al fondo piuttosto che ritirarsi in una superficialità che frutti un piacere non pieno perché non elaborato con fatica e con coscienza. In questa serata di iniziazione ho quindi scelto il bene per me maggiore, ho scelto di vivere un’esperienza di lavoro e di umanità, di crescita, con la fatica che il raggiungimento comune del bene richiede. E’ stata una serata di maturazione personale. Un evento che è celebrazione di una scelta importante.

Valeria

Camp dell’Amicizia 2010

…“Alza in alto le mani, gira intorno e rimani, oggi ha inizio la festa, ridi stai con noi dai resta”…

…è così che inizia la settimana più coinvolgente dell’anno rotaractiano e la magia del camp è presto fatta. Bastano pochi ingredienti che si miscelano da soli e in un attimo ci si trasforma; il lavoro passa in secondo piano, le distanze si accorciano, le emozioni si amplificano, i sorrisi (…e le occhiaie) si stampano sui nostri visi, gli abbracci degli amici ci fanno sentire a casa, gli sguardi dicono tutto, la musica ci accompagna e il cuore si riempie di gioia.
Il disegno si compone un tratto per volta e diventa un quadro ricco di particolari e colori che rimarranno impressi nei nostri occhi per sempre.
Per qualcuno il camp rimane una settimana di vacanza che i club della zona lariano orobica regalano a dieci ragazzi diversamente abili con i loro accompagnatori; per qualcuno il camp diventa un’esperienza unica di rotaract e di vita.
La formula non è scritta da nessuna parte, le bacchette magiche sono nelle nostre mani e non dobbiamo far altro che usarle per realizzare il ‘nostro’ camp.

Sara

“UNA NOTTE AL MUSEO” – (04 giugno 2010)

Serata fantastica a Villa Olmo rapiti dalla “furia del pennello” di Rubens.
Ci ha guidato nella mostra il curatore nonché assessore alla cultura di Como, Sergio Gaddi che, insieme a Renate Trnek, direttrice della Gemäldegalerie dell’Accademia di Belle Arti di Vienna, è riuscito a portare a Como opere mai esposte in Italia. Il nostro è stato un viaggio indietro nel tempo alla scoperta di questo fenomenale pittore del 1600.
Il compito del pittore è dipingere la realtà che lo circonda, comunicando il proprio piacere di fronte alla bellezza della natura. Rubens studia il mondo e ne ammira la sincerità e, con genialità, riesce ad imprigionare la natrua facendola rivivere nelle linee, nei colori, nei giochi di luce e ombre dei suoi quadri. Molto interessante è stato ammirare la “Lotta per lo stendardo” opera derivata da un disegno di Leonardo Da Vinci realizzata successivamente da Rubens nel 1600 durante una sua visita a Firenze.

Eva

“AD ROLEX” – Conviviale di zona (10 maggio 2010)

Lunedì 10 maggio si è svolta a Bergamo la seconda conviviale dell’anno della Zona Lariano Orobica.
I numerosi partecipanti dei 10 club della zona (Appiano Gentile, Bergamo, Bergamo Città alta, Bergamo Donizetti, Cantù, Como Erba Laghi, Sondrio Treviglio) hanno avuto l’onore di ospitare il dott. Gian Riccardo Marini, AD di Rolex Italia.
Il dott. Marini ha offerto ai presenti, con un breve, ma esauriente intervento, una panoramica sul mondo Rolex: il relatore ha posto l’accento sulla grande capacità di rinnovamento che ha portato i prodotti Rolex a diventare uno status symbol in virtù dei continui successi riportati sul mercato, permettendo all’azienda di imporsi anche come leader nel campo della comunicazione e degli sponsor a livello internazionale.
La Rolex SA fu fondata nel 1905 da Hans Wilsdorf, un orologiaio bavarese, e dal fratellastro Alfred Davies (i primi orologi prodotti recavano all’interno della cassa la sigla W&D, Wilsdorf & Davies): ai due si unì successivamente in società lo svizzero Hermann Aegler, produttore dei meccanismi utilizzati dall’azienda per la produzione degli orologi. Wilsdorf registrò ufficialmente il marchio “Rolex” nel 1915: la scelta di questo nome fu dettata da esigenze di brevità, impatto sul consumatore, facile memorizzazione e pronunciabilità in tutte le lingue.
Sin dai primi anni di vita, Rolex SA ha collezionato una serie ininterrotta di successi e primati nel campo dell’innovazione tecnologica: furono Rolex i primi orologi impermeabili, i primi orologi con il datario (“day-date”) e a carica automatica (1931), così come i primi orologi ad ottenere la certificazione di cronometro.
Da sempre in prima linea nel campo delle sponsorizzazioni (fin dal 1927, quando Mercedes Gleitze attraversò la Manica a nuoto con un Rolex Oyster al polso), Rolex SA ha accostato il proprio marchio a tutti i maggiori eventi sportivi del mondo, dalla Wimbledon Championship (tennis) alla Rolex Fei World Cup (equitazione), passando per la Rolex Farr 40 World Championship (vela) e l’Open Championship (golf).
Grande interesse si è percepito nei presenti anche quando il dottor Marini ha illustrato, con l’ausilio di un video esplicativo, le dinamiche di produzione degli orologi Rolex, dinamiche molto complesse e lunghe anche perché Rolex produce al proprio interno tutti gli elementi compositivi del prodotto finito senza ricorrere a fornitori esterni: la società ha infatti scelto di insistere su un’integrazione verticale (per la quale solo negli anni ’90 sono state acquisite 16 aziende fornitrici) che oggi permette a Rolex di vantare una produzione completamente autosufficiente.
Al termine, il dott. Marini ha sottolineato come l’azienda Rolex si presenta come una realtà imprenditoriale sensibile, umana, vicina al consumatore: un’azienda che, insieme ai suoi orologi, simboli di eccellenza, esporta una filosofia di vita ed un messaggio positivo per tutte le realtà imprenditoriali.
Il grande interesse dei rotaractiani presenti si è dimostrato anche per le numerose domande poste al dott. Marini soprattutto in relazione agli sviluppi futuri di Rolex, alla crescita a livello globale del marchio e alla produzioni di orologi.
E’ stata una serata davvero interessante e nella quale si è avuta la possibilità di ascoltare le parole di un importante manager di uno dei maggiori brand del lusso nel mondo

Dalla rivista

Rotaract Pro Haiti – Conviviale (06 maggio 2010)

“La nostra grande speranza non crolla, anzi cresce. Affermare la vittoria della vita sulla morte e ricostruire l’umano è ora il nostro compito qui”.
E’ questa la risposta dei volontari che ad Haiti affrontano il dramma del terremoto. Ambasciatrice di questa realtà umana, alla Conviviale di Club, giovedì 6 Maggio, presso l’’Hotel Manin di Milano, la Rappresentante della Fondazione Francesca Rava: Maria Chiara, impegnata in prima linea nel fornire aiuti umanitari al contesto haitiano, attraverso medicine, cibo, ed operando nella ricostruzione di strade e di villaggi. L’inevitabilità di ciò che è accaduto ha scosso i cuori di tutto il mondo ponendo l’uomo di fronte al sua dramma: la sua fragilità. Il dramma non è tuttavia tragedia. La tragedia si ha quando una costruzione frana e tutti i sassi, i pezzi di marmo, i pezzi di muro, crollano. E tutto nella vita diventa niente, è destinato a diventare niente perché di ciò che abbiamo vissuto nel passato, di ciò che abbiamo vissuto fino un’ora fa, fino cinque minuti fa, non esiste più niente di formato, di costruito, non esiste più niente. E questo è tragico. La tragedia è il nulla come traguardo, il niente, il niente di ciò che è. Mentre se di fronte all’azzeramento delle fatiche di una vita, rimane anche solo un briciolo di speranza, una volontà di ricominciare, si può parlare di dramma, ma non di tragedia. Il lavoro della Fondazione Rava ha voluto trasformare la tragedia di Haiti in un dramma. Ha portato la speranza in una terra che, pur abituata alla sofferenza, come delineato dal background storico del console generale di Haiti a Milano dott. Pasini, mai come ora ha avuto la necessità di una risposta urgente all’imprevisto che l’ha segnata. Il Rotaract ancora una volta, ha voluto sostenere questa speranza. La risposta data, porta in sé una bellezza straordinaria, che è tale perché espressa attraverso la creatività. Ognuno dei singoli invitati alla serata, ha devoluto la sua offerta per acquistare uno o più mattoncini di “lego” simbolo di uno o più mattoni reali, donati per la costruzione di un nuovo edificio in Haiti.
Al termine della serata, quella costruzione in lego, divenuta formalmente simbolo di un edificio, era il nostro dono di speranza. Il Rotaract Appiano Gentile e delle Colline Comasche, ha voluto mettersi in gioco completamente, contribuendo con un gesto, senza dubbio più che simbolico; donando una somma di denaro finalizzata all’acquisto di una protesi, ha voluto dare speranza per la “ricostruzione” non di un edificio, ma ancora più a fondo, di un uomo. La coscienza quindi non di un solo aiuto materiale, ma oltresì di un aiuto umano, poiché la perdita di un arto o di parte di esso rappresenta per queste persone, un segno indelebile, sulla propria persona, del dramma vissuto. In questo gesto, di fronte ad una bellezza e ad una creatività del genere, ci si può fermare “al come siamo stati bravi” oppure domandarci stupiti cosa ci abbia mosso. Riteniamo che la testimonianza della rappresentante della Fondazione Rava ci abbia aperti a delle domande decisive: “che speranza ci può essere per Haiti?”, “quale aiuto da parte nostra?”, provocandoci a stare di fronte a questo fatto estremamente drammatico da uomini.

Vale

“PRANZO CON SIM-PATIA” – (25 aprile 2010)

A conclusione del nostro anno di service attivo abbiamo ospitato i ragazzi di Simpatia per un pranzo in Canottieri a Como.
L’atmosfera allegra ha contagiato tutti e l’occasione è stata propizia per conoscere meglio gli ospiti del centro che ci hanno allietato con i racconti dei loro hobby e delle loro passioni.
Dopo pranzo abbiamo approfittato della giornata soleggiata per un giretto sul lungo lago e tra gare in carrozzina e chiacchiere il tempo è volato!
Speriamo che questa bella collaborazione possa continuare e che le occasioni come quella di oggi si possano ripetere.

Sara

VENDITA TORTE – (18 aprile 2010)

Lecco, la vendita delle torte è come sempre accompagnata da una pioggia inarrestabile ma dentro di noi il sole batte più che mai.
L’Appiano è praticamente al completo e “agguerritissimo”, pronto per la sfida, la parola d’ordine è una sola: VENDERE.
Le torte sono una più bella (e buona) dell’altra, ed è difficile averle davanti senza assaggiare una fetta di ognuna. Quando arriva la clientela andiamo all’attacco e in meno di 3 ore riusciamo solo noi a incassare 800 euro. E’ un grande successo e soprattutto una grande soddisfazione per il nostro club che per l’ennesima volta ha mostrato e messo in atto il vero spirito Rotractiano.

Pietro

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA – (27 e 28 marzo 2010)

Le giornate di Sabato 27 e Domenica 28 ci hanno regalato il primo “vero” week end di primavera e il FAI ha regalato la possibilità di visitare in tutta Italia siti meravigliosi di solito inaccessibili al pubblico.
E questa volta c’eravamo anche noi a sostenere l’evento grazie alla collaborazione tra Distretto Rotaract 2040 e FAI. Chi ha fatto un giretto a Como avrà sicuramente notato i loghi FAI al Liceo Classico Volta ed al chiostro di Sant’Abbondio.
Io, che ero di turno al Liceo, ringrazio il FAI e tutti i ragazzi “apprendisti Ciceroni” che con entusiasmo hanno spiegato, a me e a centinaia di “turisti”, la storia e l’architettura del posto, creando un ponte tra il passato glorioso dell’innovativo laboratorio di fisica e il presente del loro vissuto da studenti.
Sperando che la collaborazione porti ad altre belle iniziative invito tutti ad iscriversi al Fondo Ambientale Italiano: la bellezza del nostro patrimonio artistico è una ricchezza troppo importante perché le future generazioni non possano goderne.

Titti